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Il Concorso Internazionale per il restauro urbanistico-ambientale dei rioni Sassi di Matera rappresenta una pietra miliare nella storia della rigenerazione urbana in Italia. Ideato per affrontare la complessa sfida della rivitalizzazione di una delle aree abitative più antiche e particolari del mondo, il concorso ha avuto l’obiettivo di trasformare un insediamento storico, ormai abbandonato, in un modello di integrazione tra conservazione del patrimonio e modernità.

La proposta del concorso, risalente al 1967 e sancita dalla legge n. 126, ha segnato l’inizio di un approccio innovativo verso la gestione e il recupero dei beni culturali. Non si trattava solo di preservare la memoria storica, ma di ridefinire l’identità di una città intera, riconoscendone il valore universale. L’approvazione della legge n. 1043 nel 1971 ha ampliato ulteriormente questa visione, ispirandosi a un progetto del Circolo culturale “La Scaletta” di Matera. Questo circolo aveva già dimostrato un forte impegno per il recupero dei Sassi, proponendo una legislazione che superava il concetto tradizionale di semplice “risanamento” in favore di un più articolato “restauro urbanistico e ambientale”. Tale approccio considerava non solo i Sassi, ma anche l’ambiente naturale circostante, includendo l’altopiano murgiano nella pianificazione.

Un altro aspetto rivoluzionario del concorso fu la scelta del Sindaco di Matera come presidente della Commissione esaminatrice, in sostituzione del Provveditore alle Opere Pubbliche. Questa decisione rifletteva l’intento di coinvolgere direttamente la comunità locale, rappresentata dal suo primo cittadino, nelle decisioni sul futuro della città. Sotto la guida del Sindaco Francesco Padula, la Commissione valutò con attenzione le proposte ricevute. Sebbene non sia stato assegnato un vincitore assoluto, la qualità delle idee presentate ha fornito una base solida per sviluppare interventi concreti.

Il concorso, infatti, non si concluse con un’unica soluzione progettuale, ma portò all’elaborazione di un insieme di principi guida che hanno orientato le successive iniziative di recupero. I premi minori assegnati a titolo di rimborso spese sottolinearono l’importanza di tutte le proposte, riconoscendo il valore del contributo intellettuale dei partecipanti.

Questo evento ha segnato un punto di svolta nella percezione dei Sassi di Matera, da “vergogna nazionale” a patrimonio condiviso di inestimabile valore culturale e storico. Ha inoltre gettato le basi per il successivo riconoscimento dei Sassi come Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1993, dimostrando come il dialogo tra conservazione e innovazione possa trasformare le città storiche in laboratori di sviluppo sostenibile e creativo.