Progettazione e la validazione di una nuova piattaforma digitale che integra dati storici, normativi e territoriali derivanti dall’attuazione della Legge 771/86 offrendo strumenti analitici avanzati e servizi digitali innovativi.
Webgis
Verso una piattaforma digitale integrata per la Gestione dei Sassi di Matera
Strumenti GIS, Riferimenti normativi e sostegno al Piano di Gestione UNESCO
La città di Matera, con i Sassi e il Parco delle Chiese Rupestri, incarna un caso studio straordinario di evoluzione urbana e culturale. Dagli interventi avviati sulla base della Legge n. 771 del 1986 all’iscrizione dei Sassi nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO nel 1993, Matera è divenuta un esempio emblematico di rigenerazione del tessuto storico e paesaggistico.
Il presente contributo presenta la progettazione e la validazione di una nuova piattaforma digitale WebGIS, concepita e realizzata in stretta collaborazione con l’Ufficio Sassi del Comune di Matera. Questa soluzione tecnologica, aperta e interoperabile, integra dati storici, normativi e territoriali derivanti dall’attuazione della Legge 771/86, offrendo strumenti analitici avanzati e servizi digitali innovativi. L’obiettivo è incrementare l’efficienza dei processi di istruttoria, monitoraggio e gestione del complesso patrimonio urbanistico e architettonico dei Sassi, rispettando i principi del Piano di Gestione richiesto dall’UNESCO e consolidando un modello replicabile per altre realtà di analogo valore culturale.
01. Introduzione
Matera e i suoi Sassi costituiscono uno scenario urbano tra i più peculiari d’Italia, espressione di un continuum storico e antropico che ha attraversato secoli di insediamento umano. La Legge 771/86 ha segnato un punto di svolta per il recupero del tessuto abitativo gravemente compromesso dalle condizioni di marginalità che ne avevano determinato lo spopolamento, ponendo le basi per un’ampia opera di risanamento e recupero funzionale. Il processo di rinnovamento, sostenuto da interventi mirati sulle unità edilizie minime, sulle destinazioni d’uso e sui livelli di trasformazione ammessi, ha preparato il terreno per il riconoscimento UNESCO del 1993, un momento storico che ha ampliato il raggio d’azione dalle aree dei Sassi al più esteso Parco delle Chiese Rupestri, rafforzando la necessità di un approccio integrato e metodologico alla gestione del patrimonio.
La Legge n. 771/86, concepita per affrontare una situazione di estremo degrado, ha rappresentato la piattaforma normativa da cui è scaturito un articolato “Programma di attuazione” volto al ripristino e alla valorizzazione dell’ambiente urbano dei Sassi. A questo si è unita l’azione degli strumenti di tutela e conservazione del patrimonio culturale, in linea con il Decreto Legislativo 42/2004 e l’insieme dei provvedimenti attuativi correlati. Il riconoscimento UNESCO ha inoltre posto Matera all’interno di una rete globale di siti d’eccezionale valore, sottoponendola a protocolli e standard internazionali per la salvaguardia del patrimonio, tra cui il requisito di dotarsi di un Piano di Gestione aggiornato e coerente con le linee guida internazionali.
02. Quadro normativo e contesto di riferimento
La Legge n. 771/86, concepita per affrontare una situazione di estremo degrado, ha rappresentato la piattaforma normativa da cui è scaturito un articolato “Programma di attuazione” volto al ripristino e alla valorizzazione dell’ambiente urbano dei Sassi. A questo si è unita l’azione degli strumenti di tutela e conservazione del patrimonio culturale, in linea con il Decreto Legislativo 42/2004 e l’insieme dei provvedimenti attuativi correlati. Il riconoscimento UNESCO ha inoltre posto Matera all’interno di una rete globale di siti d’eccezionale valore, sottoponendola a protocolli e standard internazionali per la salvaguardia del patrimonio, tra cui il requisito di dotarsi di un Piano di Gestione aggiornato e coerente con le linee guida internazionali.
03. Un approccio metodologico integrato
La realizzazione della nuova piattaforma digitale muove dalla necessità di superare l’approccio frammentario a cui spesso si è assistito nell’interpretazione e nella restituzione dei contenuti storici e progettuali. Le attività di co-progettazione con l’Ufficio Sassi del Comune di Matera hanno consentito di calibrare la piattaforma sulle esigenze operative, mantenendo come punto di riferimento l’enorme mole di documenti e cartografie generate dal Programma di attuazione della Legge 771/86. In questo contesto, l’integrazione di una vasta gamma di dati – dai tematismi storici ai rilievi catastali, dalla documentazione delle sub-concessioni all’apparato normativo di riferimento – avviene attraverso un ambiente WebGIS evoluto, in grado di restituire una visione dinamica e analitica del contesto territoriale, fino alla scala delle singole Unità Minime d’Intervento.
La validazione tecnologica di questa infrastruttura, intesa come prova di fattibilità nel contesto del progetto EDIH-HSL, si fonda sulla capacità del sistema di fornire un supporto concreto all’Ufficio Sassi, migliorando i processi di istruttoria e garantendo la massima trasparenza nell’analisi delle proprietà, nella definizione delle destinazioni d’uso e nella ricostruzione della storia degli interventi. L’integrazione con la base catastale, grazie alla georeferenziazione delle particelle e alla disponibilità di dati alfanumerici sulle titolarità, rappresenta un ulteriore aspetto cruciale per ancorare l’informazione cartografica a elementi di responsabilità giuridica e amministrativa. Tale correlazione tra il sistema cartografico e un cloud documentale di nuova generazione, in cui ogni pratica e documento storico è accessibile in modo immediato, concretizza l’idea di un archivio integrato, capace di accrescere la conoscenza e la consapevolezza nella gestione del patrimonio.
04. Architettura della piattaforma e strumenti tecnico-scientifici
La piattaforma si basa su tecnologie aperte e standard internazionali, garantendo interoperabilità con altri sistemi e continuità evolutiva nel tempo. L’adozione di database spaziali, servizi cartografici conformi agli standard OGC e librerie di web mapping moderne ha consentito di strutturare un’infrastruttura solida, flessibile e scalabile. Questo ecosistema digitale, oltre a rendere possibile una consultazione interattiva e intuitiva, offre un potente motore di analisi spaziale attraverso cui interrogare i dati, effettuare valutazioni predictive e supportare strategie decisionali articolate.
05. Risultati e prospettive
L’adozione della nuova piattaforma WebGIS rappresenta un significativo passo in avanti verso un modello di gestione integrata e condivisa del patrimonio. Rispetto alle tradizionali metodologie, questa soluzione permette di superare le barriere informative, ridurre i tempi di istruttoria, consolidare la memoria storica e uniformare i processi di analisi, verifica e controllo. La fruibilità delle informazioni, l’accuratezza dei dati e la possibilità di aggiornare in tempo reale il quadro conoscitivo gettano le basi per un miglioramento continuo, sia dal punto di vista operativo sia dal punto di vista della ricerca scientifica.
In prospettiva, il sistema potrà arricchirsi di ulteriori dataset tematici, integrare metodologie di intelligenza artificiale e offrire strumenti più sofisticati per la pianificazione del territorio, la prevenzione del rischio e la comunicazione multicanale. Questa evoluzione rifletterà la capacità del modello adottato a Matera di fungere da riferimento per altre città storiche e per altri siti riconosciuti dall’UNESCO, consolidando le sinergie tra soggetti pubblici, comunità scientifica e operatori privati.
06. Conclusioni e rilievo strategico del Piano di Gestione UNESCO
L’esperienza maturata a Matera conferma che l’adozione di piattaforme GIS evolute, integrate con dati storici, normativi e catastali, può incidere in maniera decisiva sulla qualità della gestione dei siti di eccezionale valore culturale. Questa infrastruttura digitale non si limita ad adempiere a funzioni di consultazione e analisi, ma si posiziona quale vero e proprio strumento operativo a supporto del Piano di Gestione richiesto dall’UNESCO, il quale richiede forme di governance partecipative, trasparenti e continuamente aggiornate.
